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Politica, il casentinese David Marri candidato alle regionali: "Cambiare è indispensabile. Ora è anche possibile"

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  • Scritto da Redazione Radio Italia 5
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David Marri, 48 anni sposato con due figli, odontoiatra chirurgo orale libero professionista casentinese. In politica, oltre l’esperienza di consigliere provinciale a cavallo tra gli anni 90 e il duemila, è capogruppo della lista civica di minoranza al Comune di Poppi. Ora annuncia la candidatura in Regione

 

Dr. Marri, è stata ufficializzata la Sua candidatura  alle oramai prossime elezioni regionali di settembre.

E’ vero, molti amici e cittadini con i quali ho condiviso in questi due anni numerose battaglie politiche in difesa e tutela della nostra meravigliosa vallata, mi hanno chiesto di poter far sentire la loro voce nell’organismo di governo regionale. Nonostante gli impegni familiari e professionali, la passione politica e l’amore per il mio territorio ha fatto si che non potessi tirarmi indietro. È stata una decisione difficile, ma le sfide fanno parte della vita ed in fondo è importante anche per se stessi mettersi sempre in discussione.

Lei sarà candidato nelle liste di Fratelli d’Italia che tutti i sondaggi, anche in Toscana, danno in forte crescita

Fratelli d’Italia è  divenuto nel tempo un partito a cui gran parte dell’elettorato moderato riconosce dinamismo, coerenza, senso delle istituzioni, attaccamento all’interesse nazionale ed una dinamica capacità di interpretare in maniera schietta e franca le reali esigenze degli italiani e, per quanto ci riguarda, dei toscani in particolare.  La mia presenza vuole proprio esaltare questo, dare forza alle politiche per lo sviluppo economico, sociale e turistico della regione dove la provincia di Arezzo ed il Casentino in particolare dovranno poter uscire dal cono d’ombra in cui per decenni sono stati tenuti.

Cosa intende con questo?

Per fare solo un esempio, abbiamo delle infrastrutture che, a parte qualche ritocco di facciata, sono ormai lasciate nel più completo abbandono. Arezzo e le sue vallate sono la patria delle “incompiute” e dove i più fantasiosi progetti si materializzano solamente nelle promesse elettorali, per poi sparire nelle pastoie burocratiche di una regione dove da più di settanta anni esiste una classe dirigente votata al solo mantenimento del proprio potere. C’è bisogno di nuove idee, di una vera progettualità che attraverso una diversa classe dirigente possa garantire a tutti i territori toscani una reale ed equilibrata crescita. Per quanto riguarda in particolare il nostro Casentino se non ci sarà un deciso cambiamento nel modo di fare politica, nel modo di affrontare i problemi e, nell’autorevolezza della voce di chi li rappresenta , penso che il tempo futuro potrà essere molto complesso.

Cosa intende

Vede, nelle scorse regionali, gli aretini ed i casentinesi in particolare votarono plebiscitariamente il PD e dettero oltre 17.000 preferenze a Ceccarelli tanto e vero che gli fu assegnato l’assessorato più importante  della giunta Rossi. Con le deleghe  alle infrastrutture, ai trasporti, all’urbanistica in mano a Ceccarelli la provincia di Arezzo ed il Casentino dovevano essere in una botte di ferro!  Come andata è sotto gli occhi di tutti.  Per andare da Stia ad Arezzo o Firenze, quando sarà finita, potremo con gioia andarci in biciletta attraverso la ciclopedonabile dell’Arno. Be! non mi sembra un po’ pochino come risultato di legislatura!

La frammentazione e la dispersione del voto di preferenza non giova però ad un progetto impostato sul territorio e non esclusivamente sulle appartenenze politiche...

Ha ragione. In Casentino ci sono sempre stati molti candidati che oggettivamente con la sola loro presenza hanno finito per agevolare logiche che con il nostro territorio poco o nulla avevano a che fare. Da quello che sento anche in questa tornata elettorale alcuni casentinesi, pur avendo oggettivamente scarsissime possibilità di essere eletti, si presenteranno in liste minori. E’ evidente che, perlomeno per quanto riguarda il centro destra, questo potrebbe indebolire la possibilità di avere un rappresentate espressione della vallata. Come sappiamo, i più recenti sondaggi, oltre a mettere in discussione la granitica certezza di vittoria della sinistra, fanno ritenere che il quorum nel collegio artino possa scattare per il PD, per la Lega e per Fratelli d’Italia  Un’occasione storica come questa di poter eleggere per la prima volta un consigliere regionale espressione dell’elettorato moderato casentinese, spero possa essere motivo di riflessione ed impegno per tutti coloro che credono nella necessità di un reale rinnovamento.

In chiusura una battuta

Cambiare è indispensabile.  Ora è anche possibile.


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